Il mio primo intervento in Aula: il ponte ferroviario crollato a Caltagirone

Il mio primo intervento in Aula: il ponte ferroviario crollato a Caltagirone

Grazie, Presidente.
Onorevoli colleghi, questa notte, nello scorrere delle ore, abbiamo avuto modo di porre l’attenzione sui molteplici ordini del giorno presentati dai colleghi, almeno per chi era presente. Ordini del giorno presentati e discussi con la stessa passione che contraddistingue chi veramente vuole essere propositivo, ovvero il MoVimento 5
Stelle. Gli ordini del giorno sono davvero molti, ognuno di essi ha voluto apportare integrazioni migliorative, con il solo scopo di favorire i cittadini. Quegli stessi cittadini che chiedono diritti e dignità con sempre più forza ed energia. Ciò che mi stupisce e mi rattrista è che non si stiano ascoltando queste richieste.
Nell’ordine del giorno che ho presentato si chiede l’impegno del Governo a provvedere ad investire una parte delle
risorse per opere infrastrutturali, assecondando l’opportunità ed i doveri di garanzia della cosiddetta continuità territoriale, finalizzate al potenziamento del trasporto  erroviario pubblico e privato per i cittadini dello Stretto di Messina e della Regione siciliana.
Ho fatto un preciso riferimento ad un ponte ferroviario crollato nella provincia di Catania, lungo la tratta Catania-Caltagirone-Gela.
Infatti, in data 8 maggio 2011 si è verificato il crollo della IX e X arcata di un pilone del ponte di Piano Carbone
(Caltagirone). In maniera fortuita, il crollo non ha determinato alcuna conseguenza a persone e veicoli in transito sulla strada provinciale 39, che è stata successivamente chiusa, comportando lo spostamento della viabilità stradale sulla strada provinciale 62, Caltagirone-Santo Pietro, e sulla strada statale 417, Catania-Gela, comportando un
disagio non indifferente per i cittadini di Niscemi che devono percorrerla frequentemente per raggiungere l’ospedale e il tribunale allocati a Caltagirone. Il ponte a tutt’oggi è rimasto nella situazione di precario sostegno in cui si trovava. Infatti, la mancanza dei due piloni mantiene in equilibrio precario l’intera struttura dal quale pende, come per miracolo, solo la parte dei binari e delle relative travi. Il ponte è crollato nel maggio 2011 e non è stato mai
più oggetto di attenzione.
In un quadro di progressiva dismissione, col pretesto dell’alta velocità le attuali ferrovie stanno investendo tutte le
risorse sui Frecciarossa e stanno lasciando in abbandono tutto il resto, senza dare un adeguato peso alle esigenze di mobilità di milioni di italiani.
Il ripristino del ponte è in funzione dello sviluppo del territorio. La linea ferroviaria Caltagirone-Catania lambisce
l’area dell’aeroporto di Catania. Basterebbe aprire una stazione per trasformare una linea obsoleta in una metropolitana di superficie. Se si tiene conto che sul fronte sud è possibile collegare la linea ferrata
con l’aeroporto di Comiso, si ha un quadro più chiaro delle potenzialità di sviluppo del territorio.Nello stesso ordine del giorno si chiede al Governo di impegnare somme sul territorio della città di Messina e nella sua provincia per opere infrastrutturali di pubblica utilità, prevedendo stanziamenti nell’ambito sia del programma denominato
« Seimila campanili » sia per la riqualificazione di immobili di edilizia scolastica per ciascuno degli anni dal 2014 al
2016 ricadenti nel comune di Messina e nella sua provincia.
Questo è uno degli esempi della nostra propositività. Per questo l’invito è a votare favorevolmente gli ordini del giorno. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

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gianluca.rizzo administrator