Vizzini: sopprimere il 2o gruppo rifornimenti Area Sicilia recherà danni al tessuto economico

Vizzini: sopprimere il 2o gruppo rifornimenti Area Sicilia recherà danni al tessuto economico

Ecco il testo dell’interrogazione 4-00498 presenta il 17 Maggio 2013.

 

Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
forte apprensione sta suscitando nella comunità di Vizzini (Catania) la decisione di sopprimere il 2o gruppo rifornimenti Area Sicilia di stanza nella cittadina siciliana. Si teme infatti la perdita di decine di posti di lavoro nel personale militare e civile e più in generale nell’indotto di una realtà economica già oggi pesantemente depressa;
nell’aprile del 2008 il deposito è stato declassato ad articolazione esterna del deposito centrale di Orte, in ottemperanza al decreto di chiusura, prendendo il nome di 2o gruppo rifornimenti area Sicilia. La soppressione di vari reparti e la riduzione drastica del personale ha portato alla situazione odierna, nella quale si prevede la chiusura a breve e il trasferimento dei compiti al deposito di Sigonella, costruito a ridosso della strada statale Catania-Gela, a poca distanza dalla base aerea, molto più piccolo e meno capiente, posto in pianura, a fianco del fiume Gornalunga, in zona soggetta a frequenti allagamenti;
c’è da mettere in conto i costi del trasferimento del materiale e del personale, nonché i disagi che il personale stesso dovrà affrontare per raggiungere le nuove sedi di destinazione, dopo anni di residenza in luogo;
contro la soppressione del deposito sussidiario di Vizzini si era pronunciata nel luglio 2005 la Commissione difesa della Camera che in sede di parere sul decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, recante riforma strutturale delle Forze armate, si erano espresse «in modo da escludere, la soppressione del deposito sussidiario di Vizzini» –:
se il Governo non ritenga di rivedere la decisione di chiudere il 2o gruppo rifornimenti area Sicilia di stanza a Vizzini Scalo, sia per il valore strategico che esso rappresenta nel dispositivo del sistema difensivo italiano, sia per la negativa ricaduta occupazionale che esso avrebbe in una realtà già fortemente colpita dalla crisi economica

 

 

REPARTO. PROVVEDIMENTO. FEO PERSONALE CIVILE. REIMPIEGO PERSONALE CIVILE. AZIONI DA EFFETTUARE. 1° GRUPPO RIFORNIMENTO. CASTEL D’ANNONE (AT) SOPPRESSIONE. (2013) 01 (in aspettativa) PROCEDURA ORDINARIA. CONTRATTAZIONE EFFETTUATA NEL ILPERSONALE VIENE TRASFERITO ALL’ATTO DELLA CHIUSURA. 2°GRUPPO RIFORNIMENTI VIZZINI (SR)

 

E QUI IL TESTO DELLA RISPOSTA DEL MINISTRO:

 

Risposta. — La questione affrontata con l’interrogazione in esame rientra nel più ampio quadro della razionalizzazione dello strumento militare nazionale, avviata più di un decennio fa e che, recentemente, è stata ulteriormente implementata, per effetto sia della cosiddetta spending review (decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135), sia dell’emanazione dei decreti legislativi n. 7 e n. 8 del 28 gennaio 2014 discendenti dalla legge 31 dicembre 2012, n. 244.
In particolare la spending review ha disposto una riduzione delle dotazioni organiche complessive non inferiore al 10 per cento per cui entro il 1o gennaio 2016 si dovrà conseguire la riduzione degli organici del personale militare da 190.000 a 170.000 unità e del personale civile da 30.000 a 27.800 unità.
La successiva legge n. 244 del 2012 ha inoltre previsto un’ulteriore riduzione degli organici del personale militare da 170.000 a 150.000 unità e del personale civile da 27.800 a 20.000 unità da conseguire entro il 31 dicembre 2024, nonché una contrazione strutturale non inferiore al 30 per cento entro sei anni dalla data di entrata in vigore del relativo decreto legislativo n. 7 del 28 gennaio 2014.
È del tutto evidente, quindi, che ad una simile revisione in chiave riduttiva degli organici delle Forze armate debba corrispondere coerentemente un armonico e adeguato ridimensionamento delle strutture, secondo i criteri individuati dalla citata normativa sulla revisione dello strumento militare.
Va detto che, precedentemente alla legge n. 244 del 2012, l’Aeronautica militare aveva già avviato una profonda riorganizzazione strutturale, sia attraverso l’adozione dei provvedimenti di riorganizzazione/soppressione di cui al decreto legislativo n. 464 del 1997 e successive modifiche ed integrazioni (decreto legislativo n. 253 del 2005), sia tramite un’attività di razionalizzazione di specifiche aree e settori contemplata in appositi documenti di pianificazione.
In tale quadro la Forza armata, nell’ottica di raggiungere i risultati prefissati, sta perseguendo l’obiettivo di concentrare i propri reparti operativi/enti/distaccamenti territoriali sui principali aeroporti militari, mantenendo l’obiettivo capacitivo prefissato e gli impegni assunti in ambito Unione europea e NATO.
Nell’ambito di tale profonda revisione organizzativa, l’Aeronautica ha pertanto pianificato, tra l’altro, la razionalizzazione dei gruppi di supporto logistico.
Tale razionalizzazione ha così coinvolto anche il 2o gruppo rifornimenti area Sicilia di Vizzini, soppresso con apposita circolare ordinativa (M-D.-ARM001.0050169) in data 25 giugno 2013.
Le capacità operative precedentemente sostenute dal citato gruppo rifornimenti sono state ottimizzate riallocandole presso il deposito off-base di Sigonella, coerentemente con la necessaria policy di accorpamento degli enti logistici di Forza armata.
Allo scopo di mitigare il più possibile gli eventuali disagi conseguenti per il personale coinvolto in tale riorganizzazione, il personale militare del gruppo rifornimenti di Vizzini è stato reimpiegato tenendo in debita considerazione le preferenze espresse dagli interessati, mentre per la componente civile erano state ultimate sin dal 2007 tutte le previste fasi sindacali ai fini del relativo reimpiego.
Peraltro, il passaggio del gruppo rifornimenti alle dipendenze del deposito centrale di Orte nell’aprile del 2008 testimonia la sensibilità dell’Aeronautica rispetto alle esigenze del personale interessato, avendo inteso sviluppare il relativo processo di «anemizzazione» in un arco temporale di ampio respiro, e non di attuazione immediata.
Il Ministro della difesa: Roberta Pinotti.

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