A CAPO TEULADA L’ISOLA CHE NON C’E’

A CAPO TEULADA L’ISOLA CHE NON C’E’

Ed eccomi di nuovo qui a Capo Teuleda all’interno del perimetro del poligono militare protetto da reti metalliche e fil di ferro, entro da Deputato della Repubblica, da membro della Commissione d’inchiesta “Uranio”, questo dovrebbe farmi sentire più grande, più maturo, con la possibilità di guardare da un’altra prospettiva ed invece, questi colori, la luce del sole che mi abbaglia, mi fanno tornare indietro nel tempo con i ricordi…sino a raggiungere un lontanissimo 1997 e mi rivedo in mimetica, poco più che ventenne, da un lato mi fa sorridere, giovane e in forze con un grado di caporale sul petto e il tricolore nel cuore.

Era l’ultimo anno in cui si prestava il servizio di leva obbligatorio e ci si sentiva protetti..una divisa che ci faceva sentire ancor di più parte dello Stato, la mia Patria..il mio Paese!
Il polverone alzato da quegli assordanti e potenti cingolati che si spostavano veloci attraverso le strade più impervie e si fermavano e sparavano e via di nuovo e il tutto sembrava divertente…ci si sente invincibili!

Adesso non sorrido più, ritorno a oggi e rivedo le parole scritte da Roberto Buonincontro che con una lettera alla famiglia descriveva ciò che avevo provato io in quei momenti, Roberto oggi non c’è più, ucciso da un mostro invisibile che ha distrutto quella parvenza di invincibilità.
Il paradosso che riguarda una penisola usata come Poligono, è che oggi è definita “interdetta”, un’isola che non c’è.

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In due anni sono state eliminate 8 tonnellate di armamenti, che potrebbe sembrare una buona notizia, ma in tutti questi anni, la penisola, secondo una stima, è stata violentata da 566 tonnellate di munizionamento e missili vari! Incredibile apprendere della difficile probabilità di bonifica e che nononstante tutto, oggi, il poligono viene ancora usato!

Oggi siamo qui per ridare dignità a questa terra, il nostro obbiettivo è Giustizia, ma voglio soprattutto ricordare tutte le donne e gli uomini del comparto Difesa e non, che si sono ammalati o che adesso non ci sono più, vittime del silenzio che ne è stato il mandante!

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gianluca.rizzo administrator