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CONCLUSA INDAGINE CONOSCITIVA SUL RECLUTAMENTO NELLE CARRIERE INIZIALI DELLE FF.AA.

Oggi la Commissione difesa della Camera dei deputati abbiamo concluso ha unanimemente convenuto sulla necessità di superare con un’apposita legge la ferma prefissata annuale dei volontari che si arruolano, seguita da un quadriennio.

Occorre introdurre un modello di ferma che in una prima fase sia più lunga e prorogabile una volta.

Tale modello consentirebbe di soddisfare sia esigenze motivazionali e di stabilità sia di accompagnare i volontari in ferma prefissata, che si congedano senza demerito verso il mondo del lavoro con un patrimonio professionale acquisito più concreto e visibile.

Tutti i gruppi parlamentari hanno espresso apprezzamento per il clima del lavoro in seno alla Commissione, durato poco più di un anno, e soddisfazione per l’esito condiviso evidenziato nelle conclusioni del documento approvato.

Qui il testo dell’indagine conoscitiva così come approvata:

https://www.camera.it/leg18/824?tipo=A&anno=2020&mese=01&giorno=28&view&commissione=04&fbclid=IwAR1RX_DaS6EGkWdNny_NQwlgMNBqCCuAn8zsCkbL2Ry03kuj-06yjLGkAlA#data.20200128.com04.allegati.all00010

URANIO: UN ANNO DALLA IVª COMMISSIONE D’INCHIESTA. PRESENTE E FUTURO.

Il 7 febbraio dello scorso anno si concluse, dopo 109 sedute, oltre 100 audizioni nella forma libera o in esame testimoniale, 7 missioni in Italia, l’esperienza della 4ª commissione d’inchiesta sugli effetti dell’uranio.

URANIO: UN ANNO DALLA IVª COMMISSIONE D'INCHIESTA. PRESENTE E FUTURO.Il 7 febbraio dello scorso anno si concluse, dopo 109 sedute, oltre 100 audizioni nella forma libera o in esame testimoniale, 7 missioni in Italia, l'esperienza della 4ª commissione d'inchiesta sugli effetti dell'uranio.Tra poco aprirò il convegno/dibattito che abbiamo voluto ospitare presso la Camera dei Deputati.Seguiteci.

Posted by Gianluca Rizzo on Thursday, 4 April 2019

E DOPO IL CARA DI MINEO?

RICONVERTIRLO IN CENTRO POLIFUNZIONALE INTERFORZE

Trasformare l’attuale Cara di Mineo in “un polo addestrativo e di formazione per le Forze Armate, le Forze dell’Ordine, la Protezione civile e i Vigili del Fuoco sia per la cooperazione militare (in chiave PESCO) che per iniziative di peacekeeping.

Ho inviato una interrogazione parlamentare al Governo Conte, condividendo l’iniziativa prima con una cinquantina di parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
L’interrogazione, indirizzata anche ai ministri della Difesa e degli Esteri Elisabetta Trenta ed Enzo Moavero Milanesi.
è stata sottoscritta, da tutti i deputati siciliani del MoVimento 5 Stelle, dalla Presidente della Commissione Affari Esteri Marta Grande, dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia e dal capo della delegazione presso l’Assemblea Parlamentare della Nato Luca Frusone.

Il Centro d’accoglienza per richiedenti asilo (CARA) è stato fino a pochi mesi fa la più grande struttura in Europa in grado di ospitare extracomunitari richiedenti asilo.

L’Italia, insieme ad altri paesi dell’Unione Euoropea, partecipa alla cooperazione strutturata permanente (PESCO) in materia di difesa,

Ecco perchè abbiamo voluto chiedere una nuova possibilità di recupero della struttura del CARA di Mineo attraverso progettualità legate al mondo della difesa con compiti di formazione in modo da consentire il rilancio del sito in aderenza alle linee guide del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta.

L’Italia partecipa già a numerose missioni internazionali di pace e ci teniamo a sottolineare come la capacità e peculiarità italiana nello svolgere queste fondamentali attività di pacificazione dei territori ove siamo presenti siano qualità riconosciute senza se e senza ma.

La creazione di un polo di eccellenza europeo e mondiale nella struttura del Cara di Mineo consentirebbe di valorizzare le nostre capacità in campo di istruzione delle forze armate, per realizzare la cooperazione militare e razionalizzare le spese per missioni internazionali con progetti ricadenti sul territorio nazionale, riducendo l’esposizione di nostri militari a rischio in teatri operativi, taluni ostili.

Siamo certi che il Governo saprà attenzionare questa iniziativa, valutandone la fattibilità e ridando cosi slancio al territorio del calatino, “sedotto e abbandonato” dal “business dell’integrazione”.

Qui il testo dell’interrogazione: https://goo.gl/GhvJ2o

100 ANNI DAL MANIFESTO DI LUIGI STURZO – SINDACO DI CALTAGIRONE

Voglio ricordare don Luigi Sturzo per le cose che fece come protagonista della vita civile e politica del nostro Paese più che come sacerdote. La Chiesa ha infatti già provveduto a riconoscerne i grandi meriti attraverso la scelta di beatificarlo promuovendo di fatto la sua scelta di prete che ha fatto politica non più come un impedimento, ma come esempio del suo attaccamento al messaggio evangelico. Luigi Sturzo è stato sindaco della mia città, Caltagirone, per 15 anni per l’esattezza pro-sindaco per evitare terminologicamente d’incappare nella proibizione che la legge comunale e provinciale poneva nel divieto ai ministri di culto di ricoprire l’incarico di sindaco. Nei confronti di una figura come Sturzo non solo le disposizioni del codice civile vennero derogate ma anche quelle del codice canonico, che vietavano ai preti di essere eletti in qualsiasi istituzione rappresentativa, vennero disapplicate. Già da giovane Sturzo rifiuta status e lusso che la sua famiglia possono permettergli. Conosce la prostrazione dei contadini, degli artigiani e degli operai della sua terra e da prosindaco si adopera per dare risposte concrete alle tante esigenze dei suoi cittadini, specialmente i più deboli. Per Sturzo l’articolazione della struttura istituzionale e politica ha come base il Comune, che non è ente delegato dallo Stato ma è cellula primigenia della società. L’impegno contro la corruzione e contro il fenomeno mafioso è per Sturzo fondamentale. La lotta contro la criminalità mafiosa e le sue connivenze con il mondo dell’economia, dell’amministrazione e della politica emerge già in un articolo del 21 gennaio 1900 nel periodico da lui diretto, La Croce di Costantino, intitolato: “Mafia”. E continuò questo impegno per tutta la sua vita considerandolo come un capitolo essenziale della sua battaglia per la moralizzazione della vita pubblica.

Come scrive Monsignor Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, grande studioso di Sturzo:

“Sturzo sostiene che per combattere le varie mafie si tratta di comprenderne la presenza non innanzitutto e solo come problema di sottosviluppo economico, ma come un problema culturale, morale e religioso. La mafia potrà essere sconfitta attraverso un profondo cambiamento di mentalità, un “riarmo morale” che porti a non idolatrare il denaro e la violenza e a ritrovare il nesso indispensabile che deve legare morale, economia e politica.”

Tanto è stato scritto sul ruolo di Sturzo come deputato e fondatore del Partito Popolare nel primo dopoguerra e di senatore a vita nel secondo dopoguerra, dopo aver conosciuto l’esilio negli Usa per volontà di Mussolini che desiderava tenere lontano un intransigente oppositore di una così elevata statura morale.  Voglio ricordare a noi tutti che il suo pensiero era, da credente, per la laicità della politica e dello Stato, tanto da esprimere dissenso rispetto alla scelta della Chiesa Cattolica di firmare i Patti Lateranense con il regime fascista, elevando la religione cattolica a religione di Stato.

A 100 anni dal suo manifesto politico, quell’appello ai liberi e forti che fu alla base del primo Partito Popolare, il pensiero di Sturzo resta fecondo come una inesauribile miniera da cui anche la politica di oggi può attingere per rinnovarsi e ritrovare legittimità tra i nostri cittadini

Amianto negli elicotteri: La prima risposta del Ministro Mauro

Risposta in commissione del Ministro Mauro sul problema amianto rilevato negli elicotteri, così come evidenziato nell’articolo dell’Huffington Post del 21 agosto.

Questa la risposta all’interrogazione. Il testo esposto in commissione non risponde a tutte le domande ma fissa alcuni punti che consentono di proseguire nel cammino risolutivo di questo problema.

 

In particolare gli obbiettivi successivi e che abbiamo proposto al Ministro sono:

  • Spostamento dei controlli e del monitoraggio sull’amianto nelle forze armate ad un ente terzo
  • Valutazione delle migliori procedure di rimozione dell’amianto, finalizzate ad una ottimizzazione dei costi
  • Valutazione con successive interrogazione degli attuali DPI e della procedure di bonifica (Piani di lavoro)

Dobbiamo apprezzare la volontà del ministero di muoversi nella direzione di trovare una soluzione al problema. E’ infatti inusuale che un ministro (con tutto il proprio staff a seguito) venga a rispondere in commissione (lavoro solitamente lasciato ai sottosergretari).

Questa la relazione della commissione difesa a seguito della risposta all’interrogazione presentata dal deputato Massimo Artini.